Thursday 17 April 2014

Meditations of a young Salesian in Holy Week

Era una notte di aprile, mercoledì santo. Aprile eppure freddo come un giorno in pieno inverno, quando il vento ti sputa in faccia la sua fredda rabbia, rabbia che ti penetra nelle ossa, freddo che ti fa desiderare un posto coperto e caldo, un posto dove accucciarsi e sentire il tepore che man mano avanza sul corpo. Correva sul suo motorino, troppo piccolo per le sue dimensioni. Certo aveva perso molti chili da quando aveva iniziato una dieta con tanta determinazione e malgrado i risultati e i complimenti ricevuti qui e li da chi lo conosceva non riusciva a sentirsi di proporzioni "normali". Si sentiva sempre oversize e sovrabbondante e comunque a parte tutto rimaneva un uomo dalla taglia grande. Quella sera si sentiva avvolto dai pensieri che neanche il vento freddo riusciva a spazzare via. Tremava dal freddo e la mente volava spiccando il volo dal suo stato d'animo che da un pò non capiva. La luna lo guardava con il suo occhio gelido percorrere i tornanti che lo separavano dal rione "Amicizia", il posto dove viveva da dieci mesi e che lo vedeva impegnato. Gli piaceva quel posto fatto di tanta umanità e tantissime contraddizioni, un posto dove la normalità, semmai esistesse davvero, era fatta di aneddoti , soprannomi, l'arte di arrangiarsi e di storie, tante storie. Pensava ai posti lasciati da dove era andato via lasciando tuttavia una parte di se... dov'era casa infine? Già cos'é casa? Dov'é la casa? Pensava tutto questo quando imboccò l'arteria principale del rione, quella da cui si dipanavano mezze vie, mezze piazze e le schiere delle palazzine popolari gonfie di quell'umanità in cui si era immerso ormai da mesi. Era quasi certo che avrebbe trovato qualcuno per strada, del resto le vacanze pasquali erano appena iniziate quindi niente levataccia per i ragazzi del quartiere e questo voleva dire maggiore libertà e la possibilità di far tardi. Ma far tardi voleva dire perder tempo girando per le strade del quartiere in un infinito vai e vieni da un capo all'altro per fermarsi magari su un muretto per un pò. Così non si meravigliò quando vide alcuni ragazzi e come consuetudine si fermò per un saluto e una buona parola. Subito Emanuele e Marco, due ragazzi allampanati dall'adolescenza e dai cambiamenti che comporta, gli si avvicinarono e lo riempirono di domande alcune inutili altre incredibilmente argute. "Ma dove vai? Da dove vieni? Ma perché sei sempre giù? Ma davvero vivi qui?". Già, in quel suo continuo fare la spola da una parte all'altra della sua comunità non era chiaro effettivamente dove vivesse. Subito la discussione scivolò su altri argomenti e poi una domanda tagliò la comunicazione: "Ma tu ci vuoi davvero bene?". Cosa rispondere? Ma ancor prima che la risposta venisse fuori l'altro ragazzo intervenne: "Certo che ci vuole bene, è come un padre per noi". Lo era. E di seguito "Io gli voglio troppo bene, ma quanto rimani?. E in un lampo pensò a tutte le ipotesi di fuga fatte in quelle ultime settimane e d'improvviso si vergognò di se stesso, come aveva potuto anche solo pensarlo? Doveva rispondere in qualche modo diplomatico e quindi risucì a dire "Non dipende da me". E anche questa volta la risposta non tardò a venire: "Non ti faremmo mai andare via, no mai e poi mai lo permetteremmo". Sazio, congedò quei due mascalzoni dandogli appuntamento per il giorno dopo e data loro la buona notte si diresse verso la sua meta. Scese dal motorino e aprì il cancello e pensò: "Sono a casa!". Si era proprio a casa e non c'era nient'altro da aggiungere, la casa era dov'era il cuore e il suo cuore era proprio li. Quanto voleva bene a quei due mascalzoni e a tutti gli altri, sentì in un attimo di commozione che avrebbe dato la vita per loro. Saliva i gradini pensando che in fondo la casa non ha niente a che fare con qualcosa di materiale, non era un luogo fisico, era un meta luogo. Avrebbe voluto avere braccia così grandi da abbracciare tutto il rione, perché quella era casa e gli era stato rivelato da due adolescenti che con il loro modo di fare semplice e innocente, malgrado il contesto e malgrado i problemi, avevano messo a nudo ciò che era essenziale e  fondamentale. Buona notte Marco, buona notte Emanuele, inconsapevoli filosofi notturni che avevano decretato una grande verità: l'amore è casa!
Grazie, caro amico, per la condivisione.

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